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-->L'arginina è una sostanza naturale, un aminoacido presente negli alimenti (soprattutto in quelli animali, ricchi di proteine, e nei legumi), ma sintetizzabile in parte anche dall'organismo.
Si stima che l'arginina corporea sia introdotta per circa il 40-60% attraverso gli alimenti (carne e derivati caseari) e per la quota rimanente sintetizzata dall'organismo.
In determinate circostanze - come avviene durante l'infanzia, in gravidanza o in certe condizioni patologiche (es. ustioni estese, sepsi, guarigione di ferite) - la sintesi di arginina da parte dell'organismo può NON essere sufficiente a soddisfare le esigenze metaboliche dell'aminoacido. Di conseguenza, diviene fondamentale un adeguato apporto alimentare di arginina attraverso la dieta.
Nel corpo umano, l'arginina partecipa alla sintesi proteica e ricopre un ruolo importante in diverse funzioni corporee, svolgendo importanti compiti nel metabolismo cellulare.
Tra le più note funzioni dell'arginina ricordiamo:
L'arginina interviene in maniera importante anche nella sintesi del collagene e nei processi di guarigione delle ferite e rigenerazione del tessuto epatico.
L'arginina viene commercializzata e pubblicizzata come integratore alimentare utile:
Attenzione: l'assunzione di integratori di arginina in presenza di condizioni patologiche dovrebbe avvenire soltanto su precisa indicazione medica.
Per quanto riguarda le applicazioni di interesse medico, la creatina può essere somministrata (spesso in dosi molto alte e/o per via endovenosa):
La L-arginina si trova in quasi tutte le proteine e in forma libera in molte piante, per esempio nel grano saraceno e nelle Cucurbitacee (zucca, zucchine ecc.)
E' stato dimostrato che attraverso una dieta adeguata una persona arriverebbe ad assumere dai 3 ai 6 grammi di arginina al giorno. Ne sono particolarmente ricchi tutti quegli alimenti ad alto contenuto proteico, come carne, frutta secca, albume d'uovo, pesce, legumi e proteine isolate della soia.
Contenuto in arginina degli alimenti | |
Alimento | Contenuto di Arginina (mg/100g di Alimento) |
Arachidi tostate | 3.736 |
Nocciole | 2.824 |
Fave secche, ceci, lenticchie secche, soia | 2.000-2.200 |
Carne | 1.500-2.000 |
Mandorle | 1.587 |
Pesce | 900-1.200 |
Uovo intero | 790 |
Albume | 576 |
Tuorlo | 1.131 |
Formaggi | 540 |
Cereali e derivati (pasta, pane, riso ecc.) | 400-500 |
Tabella tratta da My-personaltrainer.it
La L-arginina è un aminoacido condizionatamente essenziale (o aminoacido essenziale condizionato o aminoacido semiessenziale). Significa che - sebbene in condizioni normali NON sia un amminoacido essenziale per l'uomo adulto - può divenirlo in determinate circostanze.
Infatti, in alcune condizioni - fisiologiche (gravidanza) o patologiche (trauma, sepsi, ustioni ecc.) - la richiesta di arginina eccede la capacità di produzione da parte dell'organismo; di conseguenza, l'arginina "mancante" dev'essere fornita con la dieta.
Nei bambini, l'arginina è considerata un aminoacido essenziale, in quanto la sua sintesi da parte dell'organismo in accrescimento non è sufficiente a coprirne il fabbisogno.
La creatina - oltre a essere contenuta negli alimenti carnei - viene sintetizzata anche dall'organismo, a partire dagli aminoacidi glicina e arginina, con formazione di guanidina acetato. Quest'ultima reagisce con l'ornitina per giungere in ultima analisi alla sintesi di creatina.
La creatina è un diretto fornitore di ATP (energia), importantissimo per sostenere sforzi particolarmente brevi e intensi, e quelli che si compiono nei primissimi istanti dell'attività motoria.
Il ruolo di precursore della creatina contribuirebbe a spiegare la potenziale utilità dell'arginina nel migliorare la performance atletica, proprio grazie ai noti effetti ergogenici della creatina.
La L-arginina sembrerebbe utile nel trattamento delle dispermie seminali, specie quando sono presenti oligozoospermia e bradicinesi. Questo aminoacido è presente in elevata concentrazione nei nuclei delle cellule in via di riproduzione e raggiunge il 50% nel nucleo degli spermatozoi.
L'arginina può quindi contribuire a promuovere la spermatogenesi e la motilità spermatica: in alcuni studi ha dimostrato una potenziale efficacia nel migliorare la motilità e la qualità degli spermatozoi in pazienti affetti da oligospermia. Tale attività sembrerebbe legata all'effetto vasodilatatore e antiossidante dell'aminoacido.
Poiché l'arginina rappresenta il substrato fisiologico utilizzato dall'enzima NO-sintasi per produrre ossido nitrico, la sua integrazione è stata studiata come possibile opzione terapeutica in caso di disfunzione erettile di origine vascolare.
L'Ossido Nitrico (attivando uno specifico enzima chiamato guanilato ciclasi), facilita indirettamente il rilasciamento della muscolatura liscia perivascolare, inducendo un importante effetto vasodilatatorio, particolarmente prezioso in corso di patologie come la disfunzione erettile.
L'Arginina può dunque contribuire ad aumentare le concentrazioni locali di Ossido Nitrico. A sua volta, l'Ossido Nitrico (attivando uno specifico enzima chiamato guanilato ciclasi), facilita indirettamente il rilasciamento della muscolatura liscia perivascolare, inducendo un importante effetto vasodilatatorio anche a livello dei corpi cavernosi del pene, che si traduce in un'erezione più consistente e duratura.
In studi clinici preliminari la somministrazione di 2800 mg/die di arginina per os ha evidenziato benefici clinici nel 40% dei pazienti trattati (International Journal of Impotence Research, 1994).
Tuttavia, non tutti gli studi sono riusciti ad ottenere benefici consistenti in tal senso. Ad esempio, in pazienti con impotenza di tipo misto, diagnosticata sia in base ai parametri urologici sia sulla storia clinica individuale, l'arginina (500 mg per 3 volte al giorno, per 17 giorni) non è risultata superiore al placebo nel migliorare la disfunzione erettile (miglioramento significativo dell'erezione: 17% vs 20% rispettivamente con arginina e placebo al termine del primo ciclo di trattamento; 56% vs 43% al termine del secondo ciclo di trattamento) (Klotz et al., 1999).
La L-arginina interviene in maniera diretta a livello dei meccanismi aminergici responsabili della liberazione del GRF (Growth Releasing Factor), stimolando in tal modo la liberazione del GH e la sintesi delle poliamine cerebrali.
L'arginina è pertanto indicata, per via orale, nei ritardi di crescita fisiologica in cui la funzione GH sia normale o subnormale ma non abolita.
In questo senso, si raccomanda l'assunzione di arginina in un'unica somministrazione prima del sonno notturno.
In diversi studi, la supplementazione di arginina durante esercizi fisici si è invece dimostrata in grado di ridurre il picco di GH durante esercizio fisico rispetto al placebo. Inoltre, va ricordato come in soggetti sani, per ottenere stimoli significativi sul rilascio di GH, si rendano necessarie dosi di arginina decisamente superiori ai dosaggi medi consigliati, che possono risultare pericolose sul piano degli potenziali effetti collaterali.
Ancora, gli approfondimenti scientifici hanno dimostrato come l'effetto stimolatorio sul rilascio di GH sia sì apprezzabile, ma soltanto in fase acuta (picco post-somministrazione), mentre i livelli globali di GH plasmatico nell'arco delle 24 ore non sarebbero influenzabili in maniera significativa dall'integrazione di arginina.
L'ossido nitrico (NO) è il più potente vasodilatatore conosciuto; esso, agendo sul sistema endoteliale, svolge un ruolo chiave nel mantenimento di una grande varietà di meccanismi omeostatici del nostro organismo. Per riflesso, l'ossido nitrico è noto per mediare un'ampia varietà di azioni positive potenzialmente associabili alla supplementazione di arginina.
L'effetto vasodilatatore dell'ossido nitrico, ottimizzando l'afflusso di sangue ai muscoli, potrebbe sortire effetti positivi anche nell'ottimizzare il recupero e la supercompensazione degli sforzi fisici. In tal senso, gli integratori vasodilatatori a base di arginina (spesso associata a citrullina e ornitina) presenti sul mercato si propongono di stimolare il flusso sanguigno ai muscoli, migliorando di conseguenza il trasporto di ossigeno e nutrienti, con conseguente aumento della performance atletica e dell'ipertrofia muscolare.
Va comunque precisato che l'attuale letteratura sembra nel suo complesso smentire che l'arginina possa produrre benefici concreti in tal senso, specie quando assunta per via orale e alle dosi comunemente presenti negli integratori. Inoltre, gran parte degli studi che hanno registrato aumenti dell'ossido nitrico in seguito a specifica somministrazione di arginina, non hanno dimostrato aumenti paralleli del flusso sanguigno e/o dell'ossigenazione a livello muscolare, il che vanificherebbe quindi i potenziali effetti ergogenici derivanti dall'eventuale aumento locale dell'ossido nitrico.
Aldilà delle applicazioni sportive, sono oggi soprattutto le applicazioni salutistiche dei precursori dell'ossido nitrico a destare i maggiori interessi, considerato l'effetto protettivo che l'aumentata produzione di ossido nitrico avrebbe (soprattutto a livello cardiovascolare) in pazienti affetti da ipertensione essenziale, angina pectoris, aterotrombosi e diabete di tipo 2.
La nitroglicerina è un farmaco utilizzato in medicina come antianginoso. Grazie al rapido metabolismo con rilascio di ossido nitrico, la nitroglicerina possiede attività vasodilatante a livello venoso (basse concentrazioni) e a livello arterioso (elevate concentrazioni).
L'arginina sembra sostenere la risposta immunitaria, aumentando l'attività di alcune cellule immunitarie (linfociti T).
Non a caso, l'arginina viene spesso utilizzata (con successo) in ambito medico in condizioni di severa debilitazione, ad esempio nei pazienti politraumatizzati, sottoposti a interventi chirurgici di una certa rilevanza o con quadri di malnutrizione calorico-proteica. Tali condizioni si associano notoriamente a immunosopressione, con ridotta efficienza del sistema immunitario.
Ancora una volta, questo meccanismo "immunostimolante" sembra essere mediato dall'attivazione di NO-sintasi (l'enzima che catalizza la sintesi di ossido nitrico a partire da ossigeno e arginina).
Somministrata per infusione, l'arginina è indicata negli adulti nel trattamento dell'iperammoniemia (malattia provocata dall'eccessiva quantità di ammoniaca nel sangue) causata da difetti del ciclo dell'urea (un ciclo che tramite una serie di reazioni biochimiche riduce le concentrazioni di ammoniaca trasformandola nella molecola atossica dell'urea).
L'arginina cloridrato somministrata per via iniettabile elimina lo stato di iperammoniemia da insufficienza epatica, che è la causa tossica che, attraverso gravi turbe nervose, porta progressivamente al pre-coma e coma epatico.
L'arginina agisce attivando il ciclo dell'urea, attraverso il quale, dopo una serie di reazioni a livello epatico, l'ammoniaca viene trasformata nella molecola atossica urea, poi escreta con l'urina. Il graduale incremento della sintesi dell'urea induce altresì un incremento della diuresi. La presenza di cloro-ioni, rimuovendo lo stato di alcalosi ipocloremica, si oppone all'intossicazione ammoniacale intracellulare.
Una carenza di arginina (che può essere indotta sperimentalmente aumentando l'attività dell'enzima arginasi, che converte l'arginina in ornitina) altera la funzione delle B-cellule (coinvolte nell'immunità) e compromette la crescita muscolare e dei capelli; può esservi inoltre una compromissione della funzione muscolare.
Una sovraespressione di arginasi (un enzima naturalmente preposto alla degradazione di arginina) si può apprezzare in pazienti diabetici tipo 2 ed è considerato un potenziale fattore di rischi cardiovascolare.
Una volta introdotta con gli alimenti, l'arginina viene efficacemente assorbita a livello intestinale, almeno alle comuni dosi alimentari. Una piccola quota viene quindi metabolizzata dagli enterociti (le cellule dell'intestino), mentre la rimanente viene trasportata al fegato, dove subisce una parziale metabolizzazione prima di essere riversata nella circolazione sistemica.
A livello sperimentale, si è visto che la biodisponibilità di dosi integrative pari a 6 grammi di arginina si attesterebbe mediamente (con ampie variabilità individuali) al 68%±9%, mentre per dosi di 10 grammi la biodisponibilità media scenderebbe al 20%.
Non solo, come spesso accade e come logica suggerisce, si è visto anche come la capacità di assorbimento intestinale dell'arginina sia maggiore in caso di carenza specifica, e viceversa.
La somministrazione di arginina avviene sotto forma di compresse, capsule o polvere, mentre i campo medico si può ricorrere anche a somministrazioni endovenose.
In genere, la somministrazione orale di arginina spazia dai 2 agli 8 grammi al giorno. Più comunemente, negli integratori di arginina possiamo leggere un dosaggio medio consigliato di 3 grammi al giorno.
Per ottimizzarne l'assorbimento intestinale, è preferibile suddividere le quantità giornaliere di arginina in più dosi, da assumere nell'arco della giornata preferibilmente a stomaco vuoto. Tale accorgimento diviene particolarmente opportuno quando si assumono dosi elevate di arginina.
La durata dell'integrazione consigliata è di almeno 3-4 settimane.
L'arginina sembra avere un miglior tasso di assorbimento intestinale quando viene associata all'alfa-chetoglutarato. A ciò, si aggiungono i potenziali benefici derivanti dalla somministrazione di questo chetoacido (l'alfaa-chetoglutarato) intermedio metabolico del ciclo di Krebs ad azione pro-energetica.
La L-citrullina è un'amminoacido non essenziale, che presenta un miglior tasso di assorbimento intestinale rispetto all'arginina.
A livello renale, la citrullina viene convertita in arginina e la sua integrazione si è dimostrata in grado di aumentare i livelli di arginina plasmatica in maniera più efficace rispetto all'integrazione dell'arginina stessa. Enzimi che catalizzano la sintesi di arginina a partire dalla citrullina sono presenti anche in diversi tipi di cellule, come gli adipociti (cellule del tessuto adiposo), cellule endoteliali (dei vasi sanguigni), eritrociti (globuli rossi), macrofagi (cellule immunitarie), neuroni e miociti (cellule muscolari).
Citrullina e arginina vengono sovente associate all'interno degli integratori alimentari, spesso in associazione a un terzo amminoacido, l'ornitina.
Un'altra associazione molto comune è quella di arginina e aminoacidi ramificati, potenzialmente utile per favorire il recupero e ridurre la proteolisi muscolare in seguito a esercizi intensi. L'ulteriore aggiunta di zuccheri semplici nello spuntino o "beverone" post-allenamento potrebbe costituire un ulteriore stimolo verso il sostentamento della sintesi proteica.
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