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-->L'Alchemilla (Alchemilla vulgaris L.) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
Comune anche in Italia, soprattutto nei pascoli montani, l'alchemilla è nota anche come erba stella. La pianta ha la caratteristica di essere inodore e di avere un sapore astringente, dovuto all'alto contenuto di tannini.
Curiosamente, il suo nome deriva dalla credenza secondo la quale gli alchimisti ritenevano che la rugiada trovata sulle foglie di alchemilla trasformasse i metalli in oro. H. Leclerc narra anche di come fosse credenza comune che l'alchemilla potesse far ritornare la verginità e il turgore dei seni.
Nella medicina popolare, l'alchemilla viene usata essenzialmente per le proprietà:
L'alchemilla trova quindi impiego per uso interno nel trattamento di:
L'alchemilla è raccomandata dalla Commissione E tedesca per il trattamento non specifico della diarrea lieve. La monografia ESCOP ne segnala li utilizzi come coadiuvante nel trattamento di diarrea non specifica, disturbi gastrointestinali e dismenorrea.
Per uso esterno, l'alchemilla esibisce proprietà astringenti, antisettiche, cicatrizzanti e antinfiammatorie, legate al generoso contenuto di tannini.
In passato, l'alchemilla ha conosciuto un largo impiego per uso esterno come antiemorragico e vasocostrittore, per frenare le emorragie e detergere le ferite.
Da segnalare anche l'impiego tradizionale dell'alchemilla per uso esterno nel trattamento della leucorrea (perdita di abbondanti secrezioni vaginali, di colore biancastro od opalescente) e del prurito vulvare.
I risciacqui orali con alchemilla sono indicati nelle infiammazioni nel cavo oro-faringeo (gengivite, afte, mal di gola).
Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono le parti aeree raccolte durante la fioritura.
I principi attivi caratterizzanti sono: 6-8% di tannini (ellagitannini), principi amari, olio essenziale, fitosteroli, flavonoidi e tracce di acido silicico.
La droga dovrebbe contenere, secondo la monografia ESCOP, almeno il 6% di tannini, espressi
come pirogallolo
Sebbene l'alchemilla abbia un'ampia e consolidata tradizione d'impiego in ambito fitoterapico, solo pochi studi sono stati condotti per confermarne le proprietà.
Nella moderna fitoterapia, l'alchemilla viene utilizzata sottoforma di infusi, macerati, decotti, polvere, estratto secco, estratto fluido, tintura madre.
Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a 4:
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