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-->Quando il fenomeno è limitato a un certo numero “programmato”, perdere i capelli tutti i giorni è normale.
Anche se in termini pratici è impossibile stimare un valore preciso, il ricambio che avviene durante la giornata è da considerarsi normale quando la caduta si aggira intorno ai 50-60 capelli.
Più in generale, un numero di capelli persi compreso tra 40 e 120 è normale, a condizione che risulti proporzionale alla massa di capelli dell'individuo.
Chi ha una maggiore densità di capelli, ne perde di più ogni giorno
In condizioni normali, un capello cade quando il follicolo ha iniziato a produrre un nuovo capello e quest'ultimo è pronto a sostituirlo. Pertanto, la quantità di capelli che compongono la capigliatura è generalmente stabile.
Tuttavia, ci sono svariati fattori che possono influenzare l'entità numerica dei capelli persi: solo per fare qualche esempio, la caduta è solitamente più elevata nei periodi dell'anno che coincidono con il cambio di stagione (primavera e autunno); ancora, nelle donne l'entità della caduta può oscillare per effetto del ciclo ormonale.
Ogni capello è composto da
Maggiore è il numero di follicoli, tanto più la chioma appare folta.
I capelli nascono, crescono e cadono seguendo un preciso ciclo fisiologico, attraverso il quale la capigliatura si rinnova periodicamente. Durante l'arco della vita di una persona, ogni follicolo pilifero presente sul cuoio capelluto continua a ripetere questo ciclo svariate volte.
Il susseguirsi delle varie fasi cicliche - chiamate anagen, catagen e telogen - dipende dall'attività del follicolo pilo-sebaceo, il quale alterna momenti di intensa crescita a periodi di riposo funzionale.
L'attività ciclica del follicolo fa sì che questo produca un capello “nuovo” ogni 3-7 anni.
Il ciclo del capello prevede tre fasi:
Il capello in fase anagen è fortemente saldato con le sue guaine, quindi può essere asportato solo esercitando una forte trazione e causando un leggero dolore. Quando si trova nella fase telogen, invece, i sistemi di ancoraggio sono allentati ed è sufficiente una modesta trazione per rimuoverlo (ad esempio: il massaggio durante lo shampoo o il passaggio del pettine).
Quando il capello è caduto, il follicolo pilifero non è scomparso: se non intervengono fattori di squilibrio, infatti, la matrice germinativa del bulbo è pronta a ripartire con un nuovo ciclo.
Considerata l'alternanza di fasi di attività (durante le quali il capello cresce) a momenti di riposo, la caduta periodica di un certo numero di capelli (approssimativamente 50-100 al giorno) è da considerare un fenomeno normale.
Ciascun follicolo pilo-sebaceo segue un suo ciclo, che non avviene in sincronia con gli altri; pertanto, alterna periodi di attività a quelli di riposo, indipendentemente dalla situazione dei capelli adiacenti.
La caduta dei capelli e il rinnovamento avvengono in modo continuo, con una modalità definita “a mosaico”, che assicura una capigliatura dalla massa costante.
Per questo motivo, un certo numero di capelli cade quotidianamente (e non tutti insieme allo stesso tempo); è normale, quindi, che se ne ritrovino sempre sulla spazzola, sul pettine o nella doccia.
Per un cuoio capelluto in salute, la ripartizione percentuale dei capelli nelle tre fasi del ciclo è: circa l'85% dei capelli in fase di crescita, l'1% in quella involutiva e il 14% in quella di riposo. Se si considera una capigliatura in condizioni di equilibrio, quindi, la grande maggioranza dei follicoli si trova nella fase anagen.
Durante la giornata, perdiamo mediamente non più di 50-100 capelli. Bisogna però tenere in considerazione che tale numero non può essere stabilito con esatta precisione.
Questa quantità dipende, infatti, da più fattori, quali la foltezza della chioma e i traumi meccanici a cui i capelli vengono sottoposti. Basti pensare, ad esempio, al lavaggio con lo shampoo o alla spazzolatura della chioma: anche se queste operazioni, apparentemente, facilitano la caduta, in realtà questa interessa quei capelli che sarebbero persi comunque, in quanto giunti alla fine del loro ciclo vitale.
Per questo motivo, sarebbe più corretto considerare normale un range compreso tra 40 e 120, prestando attenzione alla propria situazione personale. Ciò che conta, infatti, non è tanto la quantità dei capelli che cadono al giorno, quanto piuttosto il fatto che ci sia sempre un adeguato e continuo ricambio.
Il ricambio dei nostri capelli si verifica ogni 3-7 anni: quando il capello “vecchio” cade, viene sostituito da quello nuovo e “giovane”. È necessario, però, considerare che la durata di tale periodo è condizionata dal sesso, dall'età e dalla presenza o meno di malattie.
In particolare, se intervengono fattori che provocano uno squilibrio al ciclo naturale del capello, si possono verificare due situazioni:
La perdita di un certo numero di capelli (50-100) al giorno è un fenomeno naturale. Normalmente, un capello cade quando il follicolo ha iniziato a produrne uno nuovo, pronto a sostituirlo. Il distacco del capello destinato a cadere, è favorito dai traumi meccanici, per cui la maggior parte dei capelli viene persa durante la spazzolatura e il lavaggio.
Tuttavia, in alcune condizioni, questo fenomeno aumenta fino a determinare un diradamento progressivo. Tale situazione può essere favorita da numerose cause, tra cui predisposizione genetica, trattamenti tricologici troppo aggressivi, disfunzioni ormonali, presenza di alcune patologie, disfunzioni ormonali, alimentazione scorretta e certe terapie farmacologiche.
Una caduta è anormale quando la media della perdita giornaliera supera i 100 capelli (700 capelli a settimana) e si protrae per oltre 4 settimane, oppure quando si cominciano a intravedere alcune aree del cuoio capelluto diradate.
Nell'essere umano, si può notare una forma fisiologica di caduta dei capelli denominata defluvium stagionale, tipica del periodo primaverile e autunnale; si manifesta con una perdita di capelli abbondante (100-300 capelli al giorno) e può perdurare per 1 o 2 mesi.
Questa caduta stagionale è, in genere, auto-risolutiva, ma, in qualche caso, può prolungarsi in modo anomalo.
Una caduta dei capelli eccessiva (oltre i 700 capelli a settimana) richiede una valutazione medica, anche se non è ancora evidente alcun diradamento.
A livello pratico, per capire se la perdita dei capelli è normale o aumentata, basta semplicemente contare ogni giorno i capelli che cadono, sia durante il lavaggio, che durante la spazzolatura.
In alternativa, è possibile effettuare esami del capello specifici, quali:
Vari fattori rilevanti possono intervenire localmente, alterando il ciclo “ideale” del capello.
Tra questi fattori, gli elementi maggiormente implicati nell'aumentata caduta dei capelli, sia nell'uomo, che nella donna, sono:
Esistono poi condizioni in cui i capelli possono cadere in maniera abbondante, come in caso di stanchezza psico-fisica, diete drastiche o abuso di alcool, durante l'allattamento e la menopausa, come pure per l'assunzione prolungata di certi farmaci e in relazione a patologie sistemiche (malattie della tiroide, anemia, diabete ecc.) o interventi chirurgici.
Anche la predisposizione genetica, i raggi UV ed il fumo di sigaretta possono essere annoverati tra i possibili fattori concausali.
La caduta non fisiologica, permanente o transitoria dei capelli viene definita ALOPECIA.
Se all'aumentata caduta si associa un diradamento evidente è necessario rivolgersi al medico per una diagnosi ed una terapia appropriata.
Per trattare le varie forma di alopecia, è necessario rivolgersi al medico specialista, che prescriverà la terapia, sia locale che sistemica, ritenuta più idonea per risolvere il problema.
Al contempo, risulta essenziale risalire alla causa scatenante per intervenire su di essa in modo specifico.
Altro approccio utile all'eccessiva caduta dei capelli è quello di smettere di fumare, migliorare le abitudini alimentari e, nei limiti del possibile, evitare l'assunzione di farmaci non indispensabili.
Il ciclo del capello prevede tempi piuttosto “lunghi”, quindi è importante ricordare che l'efficacia dei trattamenti anticaduta tende a emergere solo dopo un uso continuo e costante (almeno 3 mesi).
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