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-->Per sottolineare quanto sia importante il giusto abbigliamento in montagna, è doveroso ricordare il detto secondo cui non esiste il freddo, ma solo l'abbigliamento sbagliato.
Tuttavia, quando si parla di montagna pensare solo al freddo è piuttosto limitativo; molto spesso, infatti, questo ambiente è caratterizzato da mutevoli condizioni atmosferiche e da sensibili escursioni termiche durante la giornata.
Ritrovarsi a discendere un versante all'ombra con una maglia di cotone inzuppata da un temporale improvviso può risultare non solo alquanto sconfortevole, ma anche pericoloso per la salute, dato il rischio di ipotermia.
Per chi pratica sport alpini o vuole semplicemente godersi una rigenerante camminata in montagna, la scelta dell'abbigliamento adatto è quindi fondamentale.
A seconda delle condizioni ambientali e delle circostanze di utilizzo, l'abbigliamento in montagna deve:
Alcune di queste caratteristiche sono in contrasto tra loro; ad esempio i capi di abbigliamento che proteggono molto bene da pioggia e abrasioni tendono ad essere poco traspiranti, e viceversa. Ad ogni modo, i progressi tecnologici hanno permesso di ottenere ottimi compromessi tra tutte queste caratteristiche, privilegiandone alcune (in base alla destinazione d'uso) senza penalizzare troppo le altre.
Abbigliamento in montagna è per molti sinonimo di abbigliamento a strati, detto anche abbigliamento "a cipolla".
Questo modo di vestirsi prevede di indossare due o più capi di abbigliamento, posti l'uno sopra l'altro. Gli strati di vestiti sono generalmente tre, ma in determinate condizioni possono essere soltanto due oppure quattro o cinque.
L'abbigliamento a strati consente di coprirsi o svestirsi in base alle condizioni ambientali e all'attività fisica svolta.
Nell'abbigliamento in montagna a tre strati, il vestiario più interno (detto base-layer) dev'essere leggero, confortevole e traspirante, oltre ad asciugare in fretta. Lo scopo del base-layer è quello di permettere che il vapore acqueo prodotto dall'evaporazione del sudore possa trasferirsi agli altri strati di abbigliamento, lasciando la pelle asciutta.
Al secondo strato, o strato intermedio, è invece affidato il compito primario di trattenere il calore corporeo, mentre il guscio esterno deve proteggere dalla pioggia, dal vento, dal freddo, da strappi ed abrasioni.
Abbigliamento in montagna è sinonimo di abbigliamento tecnico, cioè di un particolare tipo di abbigliamento progettato con materiali tecnologici e soluzioni innovative per affrontare situazioni specifiche, come le condizioni atmosferiche di alta quota.
Nella maggior parte dei casi, la fanno da padrone i materiali sintetici, poiché le fibre naturali presentano alcuni inconvenienti, primo fra tutti i lunghi tempi di asciugatura.
Segue una breve carrellata sui materiali più utilizzati per confezionare capi di abbigliamento da montagna:
Vediamo ora alcuni esempi pratici per la scelta dell'abbigliamento in montagna più adatto alle proprie esigenze.
D'inverno può essere particolarmente adatto un abbigliamento a tre strati:
Per lo strato interno è più indicata una maglia leggera in poliestere o polipropilene; per il secondo strato si può utilizzare un pile leggero o - se si pratica un'attività fisica impegnativa - un capo di abbigliamento Soft Shell (che in caso contrario è indicato come terzo e ultimo strato).
Tra i laminati Soft Shell più conosciuti si ricordano i marchi WindStopper e Polartec Power Shield.
D'estate si può optare per una maglia a maniche corte leggera in poliestere a fibra cava, polipropilene o cotone (in quest'ultimo caso portare con sé una maglietta asciutta di ricambio per ogni evenienza), ad altissima traspirabilità. In particolare, se si pratica attività fisica ad alta intensità si consiglia di indossare soltanto una maglietta a massima traspirabilità, come quelle realizzate con tessuto CoolMax.
Alcuni preferiscono indossare una maglia in lana merino anche d'estate, del tipo fresco-lana; recentemente questo materiale è stato rivalutato grazie ad alcune aziende impegnate nel rilanciare l'impiego di questa fibra naturale per l'abbigliamento tecnico intimo.
Sopra l'abbigliamento intimo può essere indossato un pile leggero o un Soft-Shell anti-vento a cerniera tipo WindTex o WindStopper.
E' sempre consigliabile portare un impermeabile leggero ed economico con spalmatura in poliuretano microporoso nello zaino per proteggersi dai temporali estivi, che spesso sorprendono anche nelle giornate più soleggiate.
Alpinisti, arrampicatori e in generale chiunque abbia bisogno di una forte protezione contro usura, strappi e lacerazioni, dovrebbero scegliere un vestiario realizzato con materiali particolarmente resistenti, come Cordura o Kevlar.
Per chi prevede di effettuare un'attività fisica leggera, nel momento in cui si esce all'esterno o appena partiti bisognerebbe avvertire qualche brivido di freddo; sopportare l'aria fresca e pungente nei primi metri, permetterà di evitare di sudare troppo nel resto della camminata.
Se invece la temperatura appare subito ottimale è probabile che si soffrirà troppo il caldo, ritrovandosi inzuppati di sudore dopo qualche centinaio di metri.
Per chi prevede di effettuare un'attività fisica pesante, la sensazione di freddo avvertita nelle primissime fasi dev'essere più pungente.
Consultare le previsioni meteorologiche prima di partire e adeguare di conseguenza l'abbigliamento indossato e quello da portare nello zaino.
Più è lunga l'escursione e maggiori devono essere gli equipaggiamenti in dotazione nello zaino, la cui leggerezza in queste circostanze diventa particolarmente importante.
Lo zaino dev'essere di qualità e impermeabile per mantenere asciutti i cambi di vestiario intimo, sempre consigliabili nelle escursioni; eventualmente esistono in commercio dei coprizaino impermeabili.
Un'ultima nota riguarda le calzature e gli accessori, anch'essi parte integrante e importantissima dell'abbigliamento in montagna.
I materiali ai quali abbiamo accennato vengono usati anche per confezionare scarpe, guanti, calzini, sciarpe e berretti.
Per le scarpe, l'impermeabilità è molto importante, anche d'estate. Le membrane, come Gore-Tex o Sympatex offrono in tal senso delle caratteristiche ideali per tutte le stagioni, mentre materiali come il Cordura offrono un eccellente protezione contro l'usura per gli utilizzi più estremi. Naturalmente la scelta della suola va effettuata in base alla destinazione d'uso; Vibram, ad esempio, è uno dei marchi più famosi per garantire ottima aderenza anche nei fondi più difficili come la roccia bagnata.
D'inverno è opportuno indossare due paia di calze: una sottile a contatto con la pelle, leggera e traspirante, e una esterna più consistente, magari in lana e con spessori differenziati nei vari punti di contatto e frizione tra piede e calzatura. Se gli scarponcini sono di qualità il piede rimane caldo e asciutto in tutte le condizioni e la scelta dei calzini è quindi secondaria.
Gli occhiali da sole e una crema ad alta protezione solare (SPF 50+) devono sempre completare le dotazioni dell'abbigliamento in montagna.